Mamme in Parlamento, momento di confronto sulle tematiche digitali

Sono stata invitata a “Mamme in Parlamento” da Rosangela Cesareo, che molti di voi conosceranno come “Mamma Wonderwoman”, ero nella verde Irlanda a visitare il Newgrange, smartphone rigorosamente spento perché in vacanza, arriva questo messaggio:

Ciao Giulia, vorrei invitarti a partecipare a questa iniziativa…

Molta emozione e orgoglio, per essere stata cercata personalmente a partecipare come web reporter. Tornata dalle vacanze, ho avuto l’opportunità di confrontarmi con Rosangela, scoprendo una donna molto attiva e impegnata nel fronte delle tematiche culturali femminili prima ancora che digitali.

Quando ho scoperto che l’evento era aperto a tutti, come sempre, armata di dita veloci ho invitato tutte coloro che sapevo sarebbero potute venire. Per me, sapere che c’era la possibilità di aprire dei tavoli di lavoro tra le Istituzioni e noi attorno a tematiche che amo, è stato emozionante.  Lamentarsi perché non veniamo ascoltati e poi non esserci quando siamo invitati a confrontarci è qualcosa che aborro.

Possiamo, ovviamente dirci che “Mamme in Parlamento” non ha cambiato l’Italia dal giorno dopo ma un segnale c’è stato: è ora di coinvolgersi maggiormente nel comprendere il mondo online.

Ad aprire la giornata l’On. Simone Baldelli, Vice Presidente alla Camera dei Deputati e da quel momento in poi abbiamo svolto un programma dai ritmi serrati. I temi trattati sono stati Lavoro, Famiglia, Salute e Tecnologia. Ognuno di questi ha visto il susseguirsi di esperte, blogger e onorevoli e alla chiusura dei loro interventi, sempre un momento di condivisione, in cui poter fare domande ma, anche, dare il proprio contributo.

Anch’io non mi sono risparmiata chiedendo di avere maggior cura nell’informazione ed educazione digitale dei ragazzi che non sono del nostro Paese, che hanno bisogno di comprendere la nostra cultura anche online e che spesso hanno dei genitori che non sanno navigare e, quindi, possono essere in difficoltà a dare supporto ai propri figli.

Il programma di Mamme in Parlamento

Abbiamo iniziato con un intervento che ha fotografato il nostro Bel Paese: “Mamme, famiglie, digitale e crescita del paese – A che punto stiamo?” e devo dire che sono rimasta colpita dai dati che sono stati mostrati.

Agnese Vitali – Assistant Professor in statistica sociale e demografia presso l’Università di Southampton, ci ha raccontato la nostra Italia attraverso i numeri. Alcuni istogrammi, mi erano noti, l’età del nostro primo figlio per esempio e la percentuale di tempo che le donne usano per la famiglia, piuttosto che la difficoltà di mantenere un lavoro con 2 figli.

 

Altri invece, come quello che pubblico in questo post, mi ha intristita ancora di più, perché quando si viene messi a confronti con gli altri Stati Europei, il divario è troppo forte per essere sopportato.

Per una come me, che vive del suo lavoro, che cerca di crescere la propria Azienda e che crede talmente tanto nel mondo femminile da buttarsi nella gestione di un gruppo femminile nella propria città, è sconfortante e lascia l’amaro in bocca.

La mattina è continuata con gli interventi legati alla salute, per niente semplice come argomento e viste le polemiche degli ultimi periodi sui vaccini, direi che è stato trattato davvero con forte sensibilità. Ciò che si vuole è maggiori informazioni corrette online oltre ad una forte attività di informazione a tutti i livelli.

Durante la pausa pranzo ho potuto godere della meravigliosa giornata e delle ragazze che hanno avuto voglia di seguirmi durante questa giornata: Simona Ciapanna, Monia Taglienti, Ale Ortenzi, Maria Francisca Gutierrez, Daniela di Lieto e tante altre…

E anche quel momento con il gelato da passeggio in mano è stato ricco di spunti interessanti, ho raccontato del mio progetto de “Le ROSA di Padova” e ho ribadito il concetto che a noi donne manca solo una cosa: smetterla di vivere invidiose e in perenne competizione tra noi.

 

Vuoi invitarmi a partecipare a un tuo evento?

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Il pomeriggio è corso velocemente tanto è stato interessante il dibattito, tra i social media e la responsabilità della rete abbiamo davvero concluso con i fuochi d’artificio.
Ho scoperto che le mamme, soprattutto, sono iperconnesse, così prese dalla routine non hanno tempo di trovarsi fisicamente e usano il web per confrontarsi, chiacchierare, cercare informazioni e avere supporto dal restante mondo femminile. Siamo veramente da ascoltare visto quanto è protagonista il web nelle nostre giornate e, attenzione, non solo i social ma proprio Google.
Ricerchiamo costantemente informazioni per noi e la nostra famiglia, partecipiamo attivamente a gruppi social e, per prime, scriviamo. Effettivamente “Fattore Mamma” accanto a “Italian Digital Revolution” non è certo un caso.
Ho avuto la fortuna di essere invitata anche al Party serale e potermi confrontare con alcuni dei protagonisti della giornata. Per me veramente una bella opportunità di poter partecipare a qualcosa di unico e, spero, di ripetibile all’infinito. Mi auguro davvero che il Parlamento abbia voglia di continuare sulla strada dell’apertura, magari arrivando a qualcosa di più concreto ancora di quello che ho vissuto durante questa giornata.
Ovviamente, che ve lo dico a fare? Io ci sono con tutta me stessa e mi porto dietro pure “Le ROSA di…” ma questo è un altro capitolo!
Giulia Bezzi

Giulia Bezzi

SEO SPECIALIST - WEB REPORTER - SPEAKER - DOCENTE

Sono una imprenditrice, la mia società si occupa di SEO per molteplici brand. Mi piace diffondere la cultura digitale ed è così che è nata la figura del WEB Reporter: racconto la storia di eventi e corsi di marketing e comunicazione online per andare oltre al programma, andando dietro le quinte, analizzando gli interventi e il messaggio che vogliono comunicare, compreso i feedback dei partecipanti.
Nel mondo SEO sono stata definita "bug di sistema" forse perché vado ben oltre quel mondo, i miei occhi sorridono quando vedo una strategia di insieme. Dico sempre che la mia vita non conosce la discesa ma mi alleno a non sentire troppa fatica in salita. Amo "Il profumo" di Suskind e odio l'invidia, provoca solo danni. Quando mi arrabbio mi arrabbio forte ma so amare all'infinito.

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